Febbraio 2021

Le tariffe professionali nelle gare d’appalto

In questa breve nota vogliamo presentare alcune problematiche su cui spesso ci siamo imbattuti nell’ultimo anno, nel corso delle gare di progettazione e dei compensi professionali determinati grazie alle formule della tabella Z2 del D.M. giustizia 17 giugno 2016. Le considerazioni che seguono partono dalla determinazione del corrispettivo per la Relazione Archeologica, ma possono estendersi anche alla determinazione dei compensi professionali delle altre attività ed è per questo che cerchiamo un confronto con geologi, architetti, ingegneri e tutti quei professionisti il cui compenso progettuale nelle gare d’appalto è determinato dalla suddetta tabella.

Le finalità e l’oggetto del citato D.M. sono espresse all’art. 1, “ “Il presente decreto approva le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di progettazione e alle attività di cui all’art. 31, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante «codice dei contratti pubblici”. L’art. 2 fornisce i Parametri generali per la determinazione del compenso, mentre nell’art. 3 viene esplicata l’identificazione e la determinazione di tali parametri con il rimando alle tavole Z1 e Z2.

L’allegata tavola Z2 indica “Il parametro “Q”, relativo alla specificità della prestazione” e vengono indicate le categorie su cui la prestazione ha incidenza: ad esempio la relazione archeologica riguarda le categorie di Edilizia, Strutture, Impianti, Viabilità, Idraulica, Paesaggio Ambiente, tutte categorie, per la cui realizzazione è necessaria la valutazione preventiva di interesse archeologico. Sono invece escluse le categorie considerate di non pertinenza alla Relazione Archeologica quindi quella di Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e quella di Territorio ed Urbanistica: non è nostra intenzione, in questo frangente, entrare nel merito della scelta di escludere quest’ultima categoria, anche se fatichiamo a comprendere come la progettazione territoriale ed urbanistica non abbia attinenza con un’opportuna valutazione e progettazione archeologica.

Tornando alle problematiche di applicazione della tabella Z2 così come è strutturata attualmente: da essa si evince quindi che in gare di progettazione la stazione appaltante debba calcolare l’importo per la prestazione della relazione archeologica applicando il parametro alle categorie indicate se rientranti nell’opera oggetto di gara.

L’anomalia che sempre più spesso emerge, e che si nota avvenire, pur meno frequentemente, anche per altre prestazioni, è che alcune stazioni appaltanti applicano invece il parametro ad una sola delle categorie (ad esempio Edilizia) e non a Strutture ed Impianti, valutando in maniera assolutamente discrezionale, non supportata appunto dal Decreto Ministeriale cui invece affermano di fare riferimento, il corrispettivo della prestazione professionale.

Qui di seguito si presenta un esempio di una gara svoltasi nel corso del 2020 in cui non solo la Relazione Archeologica è soggetta a questa discrezionalità da parte della stazione appaltante, ma anche la Relazione Geotecnica, la Relazione Sismica gli Elaborati e le relazioni per i requisiti acustici, la Relazione Energetica.

Gara europea a procedura aperta per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria relativi all’intervento di restauro e rifunzionalizzazione del palazzo Santa Croce ad uso biblioteca civica – II lotto funzionale [CIG 81305516EF – CUP B27E19000130004])

La prestazione per le relazioni citate sopra dovrebbe essere calcolate, secondo la tabella Z2

 (https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2016_dm_17_06_tariffe_allegato.pdf) sulla categoria Edilizia, Strutture ed Impianti (sia meccanici che elettrici), invece: 

Il compenso per queste prestazioni professionali viene arbitrariamente sottostimato dalla Stazione Appaltante a danno della qualità e della dignità del professionista incaricato.

Altro problema spesso riscontrato: la Stazione Appaltante sottostima ulteriormente il corrispettivo per la prestazione professionale, non tenendo conto delle spese ed oneri accessori esplicitamente previsti al comma 2 dell’art. 1 e calcolati sulla base delle indicazioni di cui all’art. 5 del medesimo D.M.

Infine, ma non meno rilevante, l’applicazione dei parametri ministeriali a tutte le opere di progettazione: se risultano applicabili in lavori di una certa complessità come nei restauri dei palazzi, appaiono invece del tutto inadeguati per l’applicazione ad opere di progettazione di piccola entità, ad esempio piccole reti idrauliche o fognarie.

Qui di seguito, a titolo esemplificativo, il quadro economico di una gara nel vicentino per una fognatura di lunghezza complessiva 1950 m, valore dell’opera 390.000 €, categoria D.04 (Impianti per provvista, condotta, distribuzione d’acqua, improntate a grande semplicità – Fognature urbane improntate a grande semplicità – Condotte subacquee in genere, metanodotti e gasdotti, di tipo ordinario)

Il parametro della tabella Z2 risulta del tutto inadeguato dato che la prestazione professionale dell’archeologo risulta 418,37 € soggetto a ribasso.

Sulla base di questo chiediamo agli altri professionisti coinvolti: il compenso calcolato per la vostra prestazione professionale in un’opera simile è adeguato? È solo un problema degli archeologi o è un problema più diffuso? Ci rivolgiamo ad esempio ai geologi, che all’interno della tabella ministeriale hanno parametri diversificati anche in base all’importo dell’opera progettata: risultano adeguati secondo voi?

Per confronti, opinioni o qualsiasi commento vi invitiamo sia a farlo pubblicamente nello spazio dedicato ai commenti che privatamente scrivendo ai nostri contatti. Ringraziamo fin da ora quanti vorranno esprimere la propria opinione che risulterà utile per un’adeguata riflessione sull’argomento e permetterà a noi tutti, visto che spesso ci uniamo in ATI, di affrontare queste gare in modo più consapevole.

 

L’archeologia preventiva al servizio della tutela del territorio.

Fra i tanti progetti che stiamo seguendo c’è anche quello di una carta archeologica in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

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