Il paradosso dell’archeologia: da un lato ogni cittadino italiano è orgoglioso del patrimonio culturale del nostro paese, si vanta della sua storia; dall’altro l’archeologia è vista come gravoso onere per l’avanzamento dei lavori.

Al contempo, la tutela del nostro patrimonio diviene cavallo di battaglia dei vari comitati del NO, sempre molto prolifici in Italia, che non hanno alcun interesse al bene archeologico o all’avanzamento della ricerca, ma sono semplicemente “contro” l’opera in costruzione, ritenuta “inutile e dannosa”.

Ma esiste un modo per unire le ragioni di tutela del nostro ricchissimo patrimonio archeologico a quelle di avanzamento dei vari lavori senza ritardi esecutivi o costi aggiuntivi?

La risposta è sì, e si chiama Archeologia Preventiva.

Ma che cos’è l’archeologia preventiva e perché dovrebbe essere un vantaggio per chi esegue il lavoro e non un costo superfluo?

Fare archeologia preventiva significa riuscire a definire in anticipo le potenzialità archeologiche dell’area interessata dall’opera ed in questo modo adeguare il progetto riducendo al minimo eventuali interventi sul terreno.

L’archeologia preventiva consente di stabilire dove e come intervenire sul terreno nella successiva fase esecutiva: ciò permette di valutare adeguatamente le tempistiche determinate dai lavori archeologici ed i relativi costi, evitando quindi la necessità di rifinanziamenti aggiuntivi in corso d’opera o ritardi esecutivi.

Attualmente tutto l’iter progettuale di archeologia preventiva è obbligatorio solo per le opere a totale o parziale finanziamento pubblico (D.Lgs. 163/2006, pubblicato nella G.U. n. 100 del 2 maggio 2006 ed in vigore dal 1 luglio 2006  vedi anche la sezione Normativa). Di fatto lo stato, avendo trovato un modo per prevedere costi e tempi, obbliga chiunque usi i suoi soldi ad applicare questo metodo; al privato viene lasciata la libertà di scelta, ma solitamente nessuno si avvale della consulenza dell’archeologo in fase progettuale.

Invece, quanto sarebbe utile l’archeologia preventiva in qualsiasi opera? Quanti costi successivi possono essere evitati? Quanti progetti possono subire delle variazioni, rispetto all’idea iniziale, per evitare che diventino poco proficui dal punto di vista economico?

Facciamo un esempio pratico: io, imprenditore, decido di acquistare un terreno per costruire un edificio con garage interrato. Normalmente mi avvalgo solo della consulenza dei professionisti abilitati alla redazione del progetto e della documentazione necessaria per ottenere il rilascio del permesso di costruire (D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 Testo unico dell’edilizia). Nel corso delle prime attività di scavo i lavori si interrompono a causa del ritrovamento di alcuni reperti archeologici che dichiaro subito alla competente Soprintendenza (D.L.gs 22.01.04, n. 42, “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, capo VI sezione I). La soprintendenza stabilisce che i lavori potranno proseguire solo in seguito a scavo stratigrafico; per velocizzare l’iter procedurale, mi rivolgo io stesso ad un professionista. Il danno economico è piuttosto rilevante: oltre al costo aggiuntivo e non previsto dello scavo archeologico, il cantiere viene sospeso per il tempo necessario ad effettuare la documentazione richiesta dalla Soprintendenza.

Quali sono invece i vantaggi nel coinvolgere un archeologo a livello progettuale?

Un buon inquadramento archeologico preliminare (di cui conosco il costo in fase di preventivo, senza sorprese di alcun tipo) mi consente di sapere se i lavori esecutivi potranno proseguire senza alcun impedimento o se dovrò far fronte ad uno scavo archeologico. Qualora emerga l’opzione “scavo archeologico”, potrò ricevere un preventivo che tenga conto sia della tempistica che dei costi: a questo punto eviterò i disagi ed i danni del “blocco cantiere”, in quanto l’intervento archeologico sarà inserito nel crono-programma lavori.

Avrò così la possibilità di valutare preliminarmente i costi dell’intera operazione economica: potrò modificare il preventivo di vendita dei singoli box auto in base ai costi esecutivi; potrò vagliare l’opzione di cambiare il progetto in relazione a quei costi.

L’archeologia non sarà più, quindi, uno “spiacevole imprevisto”, ma sarà utilissima a progettista e finanziatore per realizzare l’opera senza ritardi nei lavori e costi aggiuntivi.

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